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La Newsletter di 7. L'intervista di Silvia Avallone a Mika. Gli 80 anni di Pelè

Email sent: Oct 22, 2020 6:05am

L'incontro tra Mika e Silvia Avallone. I 40 anni del delitto di Giarre

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testata
Il nuovo numero di 7. Mika intervistato da Silvia Avallone
Mika «La mia infanzia, mia madre e il presente a XFactor»
di Micol Sarfatti
editorialista
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Cosa succede quando un cantante cittadino del mondo e una scrittrice italiana si incontrano sui colli fiorentini? Nascono riflessioni, affiorano ricordi. La conversazione tra Mika e Silvia Avallone in copertina sul numero di 7 da domani in edicola e su digital edition è un racconto emozionante, da non perdere. Lo showman nato a Beirut e cresciuto tra Londra, Parigi e l'Italia ricorda un'infanzia segnata da dislessia e bullismo, poi il rapimento del padre. E poi il presente: la nuova edizione di X Factor «che porta alla luce un'Italia giovane, multiculturale, fluida, difficile da contestualizzare», ma anche la malattia della madre «Vorrei scuoterla, gridarle dimmi cosa pensi, ma non si può forzare la vita quando un corpo viene attaccato. I suoi occhi sono ancora fortissimi , più forti di quelli di molte persone più giovani e sane di lei». Ritratto inedito e d'autore di una pop star.
80 anni di Pelé, 80 anni di Brasile
O Rei e i suoi fratelli, dalle favelas al Pallone d'oro
di Tommaso Pellizzari
editorialista
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O Rei, il re, noto anche come Pelé, compie 80 anni. Attraverso la storia di uno dei giocatori più forti di sempre si ripercorre quella del calcio e di un intero Paese che a questo sport è legato a doppio filo: il Brasile. Tantissimi dei suoi campioni vengono dalle Favelas, le zone urbane poverissime che l'Istituto brasiliano di Geografia e Statistica ha definito «agglomerati subnormali, cioè occupazione irregolare di terreni pubblici o privati caratterizzati da urbanistica irregolare e assenza di servizi pubblici». Nessuno di loro ha mai dimenticato questi luoghi complicati, Pelé fa ancora beneficenza a Bauru, nell'entroterra di San Paolo, Romario , il “Baizinho”, torna spesso nella favela di Jacarezinho a Rio. E così tanti altri Casemiro, Gilberto Silva , Rivaldo. Solo un giocatore però ha fatto il percorso contrario e ha scelto di tornare a Villa Cruzeiro, favela a nord di Rio: l'ex centravanti dell'Inter Adriano. L'”imperatore”, che pure ha conservato un paio di residenze di lusso,dice di sentirsi felice solo tra gli amici di un tempo. A seguire un'intervista di Gian Paolo Ormezzano a José Altafini. Per l'ex rossonero Pelé è stato il più grande calciatore di tutti i tempi, ma confessa di esserne anche rimasto deluso.
L'anniversario
Giarre, il delitto che ha cambiato la storia dei diritti
di Elena Tebano
editorialista
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Quarant'anni fa a Giarre, provincia di Catania, un pastore trovò due cadaveri con le mani intrecciate in un ultimo abbraccio. Erano quelli di Giorgio Giammona e Antonino Galatola, 26 e 15 anni. Si amavano, ma in paese li deridevano, li chiamavano gli “ziti”, i fidanzati. Inizialmente si pensa a un suicidio, poi la ricostruzione non torna. Ad oggi questo delitto non ha ancora un colpevole, ma è riuscito a cambiare la storia dei diritti omosessuali in Italia, portando alla fondazione del primo circolo Arcigay. Ha spazzato via lo stereotipo dell' effeminatezza e della prostituzione minorile. Come nota lo scrittore e drammaturgo Piergiorgio Paterlini: «Per la prima volta la stampa mostrava pietà per due gay uccisi. Non si parlava “di delitti dello squallido mondo omosessuale”, ma di un amore “normale”, tra ragazzi “normali”». Una storia per riflettere e ricordare.
Attori e confessioni
Marco Giallini: «Volevo diventare un insegnante»
di Chiara Maffioletti
editorialista
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Al cinema e in tv ha interpretato film e fiction di grande successo da Rocco Schiavone a Perfetti sconosciuti, ha vinto tre Nastri d'argento, ma il suo sogno era diventare insegnante. Marco Giallini sta per tornare nelle sale con Ritorno al crimine e racconta un lato più intimo. I figli, «sono un bambino in mano loro», la moglie Loredana, scomparsa qualche anno fa, «ma è sempre con me. Mi sento ancora sposato», il ricordo del padre «Un uomo bello, molto bello. Una volta o lo eri o non lo eri. Non è che ti bastava andare in palestra e farti crescere la barba per diventarlo». Altro attore, altre riflessioni. In questo numero di 7 trovate anche una mia intervista a Jude Law, impegnato nella miniserie Sky- Hbo The Third Day, un thriller psicologico. Sullo schermo è un uomo tormentato, nella vita privata è un neo papà felice. Da poco è nato il suo sesto figlio. «Gli anni passano anche per me», dice. Posso però che garantire che il suo fascino resta immutato. Ricordatevi di seguirci anche sui nostri canali social, dove vi teniamo compagnia con tanti contenuti extra. Ci trovate su Instagram, Facebook e Twitter come @7Corriere
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