sul nuovo numero di 7, in edicola il 22 maggio e in digital edition, ad aprire la doppia pagina con l'agenda degli eventi è il debutto al Teatro alla Scala di Alice, il balletto ispirato all’omonimo capolavoro di Lewis Carroll con coreografie di Cristopher Wheeldon. Un capolavoro di costumi, pantomima e ironia, dove l’Adagio della rosa dalla Bella Addormentata, rivisitato, diviene un a solo della Regina di Cuori carrolliana versione virago (foto). Fino al 30 maggio in scena i solisti e il Corpo di Ballo scaligero.
Nelle pagine sulla Tv, firmate questa settimana da Chiara Maffioletti, Nicola Gratteri, magistrato calabrese sotto scorta da oltre trent’anni, è il protagonista di World Wide Mafia, nuova, potente docuserie in quattro episodi.
E poi le recensioni di podcast, film e spettacoli teatrali che potranno farvi compagnia nel weekend.
Buona lettura!
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Gratteri e le mafie «Da piccolo vedevo
la violenza degli ‘ndranghetisti. E mi ripetevo: io farò qualcosa»
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«Da piccolo ho visto gli ‘ndranghetisti che volevano sopraffare, schiacciare gli altri. E io non sopportavo questa cosa, non mi andava giù. Così mi sono detto: da grande devo fare qualcosa per cui questa violenza non ci sia più».
Parla così Nicola Gratteri, magistrato calabrese sotto scorta da oltre trent’anni, protagonista di World Wide Mafia, nuova, potente docuserie in quattro episodi. Basata su eventi reali e scritta da Jacques Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto e François Chayé, la serie racconta, attraverso un accesso esclusivo alle indagini e ad alcuni dei suoi protagonisti, la storia e l’attualità della tristemente nota organizzazione criminale italiana, la ‘Ndrangheta. Gratteri è il traghettatore di questo viaggio, lui che nel 2019 ha guidato la più grande operazione mai tentata contro l’organizzazione criminale calabrese, l’operazione “Rinascita Scott”. Dalle indagini che hanno svelato il potere di questi clan fino al maxiprocesso che ha coinvolto oltre 400 imputati, la serie racconta una guerra di giustizia e coraggio in una terra segnata da paura e silenzi.
L'articolo completo è sul numero di "7" in edicola e in digital edition con il Corriere della Sera da venerdì 22 maggio.
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RADIO + PODCAST + VIDEO + SOCIAL |
Le tracce del terremoto in Friuli raccontate a chi non c’era |
Il 6 maggio 1976 l’Orcolat metteva in ginocchio il Friuli. Cinquant’anni dopo, cosa resta del sisma che in 59 secondi distrusse paesi interi e fece quasi mille vittime?
La ricostruzione durò una decina d’anni, ma il sisma ha lasciato delle tracce emotive molto più profonde e radicate.
Nelle quattro puntate del podcast Tracce (prodotto da Messaggero Veneto e da Nem) l’autore Giuseppe Parisi prova a esplorarle, tracciando un filo emotivo a partire dagli Anni 70 per arrivare fino a oggi.
«Il progetto nasce dall’idea di risignificare il terremoto in Friuli dandogli una valenza diversa, nuova e fresca che vada oltre il solito racconto della resilienza dei friulani», spiega Parisi. «Per farlo sono partito da una domanda: quali tracce ha lasciato il sisma nelle persone? E mi sono messo in ascolto. Perché ascoltare non significa rallentare, ma cristallizzare l’esperienza per poterla acquisire con più forza».
Il podcast si snoda attraverso i racconti di chi l’ha vissuto, le testimonianze di chi l’ha raccontato e i punti di vista di chi, come i più giovani, ne ha solo sentito parlare.
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Quando il sole nemico rivela la fragilità dei sentimenti Un debutto che lascia il segno |
Non è uno di quei film da affrontare con leggerezza, in cui cercare spensieratezza alla fine di una giornata di lavoro. Messe subito in chiaro le istruzioni per l’uso, il debutto nel cinema di finzione della documentarista svizzera Jacqueline Zünd, 55 anni, e della sua co- sceneggiatrice Anne Kohlweyer, tedesca e di 10 anni più giovane, non manca di interesse per chi abbia la costanza di seguirne la storia. Certo angosciante e poco accomodante.
Perché Don’t Let The Sun, titolo originale rimasto uguale da noi, presentato all’ultimo Locarno Film Festival dove Zünd ha vinto il Pardo d’Oro per i Filmaker del presente insieme al protagonista georgiano del film, Levan Gelbakhiani, precipita lo spettatore in una allucinata città di condomini-casermoni razionalisti, dove la gente vive di notte poiché di giorno la calura lo rende impossibile. La vicenda ruota attorno a Jonah, un uomo non ancora 30enne che fa un mestiere incredibile in una realtà normale, perfettamente comprensibile in uno scenario distopico, dove, come da titolo, «non bisogna lasciare che il sole»… ci sottragga umanità, ci allontani dagli altri, o come dice una versione più lunga del titolo del film Catch you crying, ovvero «ci sorprenda mentre piangiamo». Come avviene davvero in Giappone, dove esistono agenzie dedicate (vedi il recente Rental Family con Bradley Cooper), Jonah è pagato per confortare gli estranei che hanno perso un affetto. E fa da figura paterna a Nika, 9 anni, che un padre non ce l’ha. Un ruolo che minerà le sue già fragili certezze, immerse nella realtà disperata di una città devastata da un sole nemico - ben resa dalla fotografia di Nikolai von Graevenitz - che mescola abilmente la Milano del quartiere Gallaratese con Genova e San Paolo del Brasile.
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FINO AL 30 GIUGNO A MILANO |
Shakespeare e Gould perché Da vicino
nessuno è normale
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Organizzato dall’Associazione Olinda ODV all’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, il festival Da vicino nessuno è normale (30 maggio-30 giugno) celebra quest’anno la sua XXX edizione. La rassegna apre con la première nazionale de La Tempesta di Shakespeare (30-31 maggio) diretta da Antonio Viganò. Un testo, spiega il regista, «che contiene in sé tutti i colori del teatro: il dramma del potere, l’incanto del fantastico, la vertigine dell’amore, l’ombra della vendetta e la luce rara del perdono». Il secondo appuntamento in cartellone è Atomica di Muta Imago (5-6 giugno), progetto che esplora il tema della responsabilità individuale di fronte a eventi storici di portata collettiva. Si prosegue poi con Dedicato, testo di Francesco Alberici ed Ermelinda Nasuto (7 giugno) che trasforma un delicato fatto personale in dispositivo scenico per interrogarsi su come si racconta qualcosa che non si è ancora concluso, mentre Fanny & Alexander indagano in Ghosts (9 giugno) il rapporto controverso che l’umano sperimenta con il mondo dell’invisibile. Tra gli spettacoli in cartellone si segnalano GLEN(N). Una variazione (14 giugno), di Jonathan Lazzini, regia di Mario Scandale, dedicato alla figura di Glenn Gould, pianista e compositore canadese tra i più radicali e controversi del Novecento, cui dà voce Giovanni Franzoni; e Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta (19 giugno): la performance è il diario che Giorgina Pi ha ricostruito a posteriori sulla scoperta di Tiresia nei versi di Kae Tempest (teatrolacucina.org). |
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10 CANZONI SCELTE DA ROCCO HUNT |
«Mio figlio già strimpella Battisti e io viaggio con Julio Iglesias Pino D’Angiò... accende i sensi» |
Rocco Hunt, 31, rapper e autore di hit multi platino (come Roma Bangkok) ha vinto Sanremo Giovani nel 2014. Coach di The Voice of Italy, ha appena pubblicato il singolo La più bella del mondo.
1 Per piangere... «O’ pate, di Nino d’Angelo. Un brano con cui sono cresciuto, uno dei ritratti più sensibili dedicati alla figura di un padre. Quando ero figlio non riuscivo a capirla, ora che sono genitore sì. Il padre deve fare sempre il “forte” non può piangere mai».
2 ...per smettere di piangere «Na tazzulella ’e Cafè, di Pino Daniele. Oltre che per il potere del caffè, questa canzone mi mette allegria: non c’è cosa più potente di una denuncia sociale che ti arriva con tono leggero ma nasconde quel velo di disperazione mediterraneo».
3 …per fare sesso «Una notte d’amore, di Pino D’Angiò. Beh, quel maledettissimo synth e quella voce calda… con un bel bicchiere di vino e la giusta compagnia, possono essere una combo fatale».
4 …per innamorarsi «Innamorarsi, di Mauro Nardi. La street hit per eccellenza. Il gergo dei quartieri che riesce a rispecchiare quella sensazione di quando perdi tutto per amore, e quanto è brutto se succede…».
L'articolo completo è sul numero di "7" in edicola e in digital edition con il Corriere della Sera da venerdì 22 maggio.
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Grazie per aver letto questo numero di Sette+. Se avete domande, suggerimenti o desiderate contattarci, non esitate a scrivere a [email protected]. Saremo lieti di ascoltarvi e di migliorare sempre più grazie al vostro feedback.
Alla prossima settimana, con nuovi contenuti e aggiornamenti!
La redazione di Sette
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