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Che cosa rinforza e amplifica la disistima? Che cosa la rende cronica, fino a farci sentire in trappola, come in una gabbia? Più di tutto, una cosa: le aspettative.
«Io starò bene – dice Marta – soltanto quando riuscirò a parlare in pubblico. Altrimenti non potrò diventare uno dei capi della mia azienda, e questo è tutto per me. Ogni giorno mi ripeto: ce la farò, ce la farò, ce la farò».
Quando lo sguardo si chiude e si avvita su se stesso, quando iniziamo a credere di esistere solo a una certa condizione (ad esempio, saper parlare in pubblico), nasce un conflitto profondo e spesso irrisolvibile. Marta aveva un’aspettativa precisa: sarebbe stata bene solo dopo aver risolto il suo problema.
Le grandi tradizioni dell’antichità, come il taoismo, insegnano qualcosa di diverso: dentro di noi le cose accadono non perché le prevediamo o le controlliamo, ma perché emergono spontaneamente dal nostro centro. Anzi, proprio le cose più attese, anche quando si realizzano, spesso non hanno la stessa energia vitale e creativa di quelle inaspettate.
Non avere aspettative non significa smettere di desiderare, ma imparare a farlo senza rigidità. Significa sperare senza forzare, desiderare senza irrigidirsi nel pensiero, che a volte diventa come un’energia stagnante capace di bloccare l’azione.
I taoisti lo chiamano wu-wei: “il non agire che cambia il mondo”. È da questo spazio che nascono le trasformazioni più autentiche.
Nel videocorso “Autostima”, il dr. Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta, ti guida alla scoperta dei codici interiori che permettono di avvicinarti alla tua unicità, riconoscendo e valorizzando le capacità innate che già possiedi.
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