Tecniche d’autore: Solera, Flor e Passito
Marsala: prodotto con il metodo Solera, un sistema di blending fra annate diverse. Il vino più giovane nutre il più vecchio, aggiungendo ogni volta nuovi strati di aroma e sapore. La lenta ossidazione in botti parzialmente piene regala sfumature di nocciola e un colore dorato intenso, in particolare nei Marsala dolci.
Vernaccia di Oristano: figlia della Sardegna occidentale, affina sotto uno strato di lieviti, la flor, che protegge e plasma il vino prima della maturazione in piccole botti di castagno o rovere. Il risultato? Note sapide, sentori di mandorla, umami e aromi quasi marini: un viaggio sensoriale così raro da rappresentare un unicum nell’enologia italiana.
Vin Santo: la storia dei passiti toscani nasce dall’appassimento delle uve su graticci o nei fruttai ben aerati. Ogni chicco si concentri di zuccheri e aromi, prima di fermentare in piccole botti che contribuiscono all’evoluzione del colore ambrato e dei sentori di miele, frutta secca e caramello. Una firma inconfondibile di eleganza ossidativa.
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