Non entreremo ai Mondiali, ma non per questo smetteremo di guardarli, giudicarli, parteciparvi. Perché c’è un momento in cui il calcio esce dagli stadi e entra nelle teste e nel cuore delle persone, e di lì è un attimo che si trasforma in parole, storia, letteratura. In questo numero abbiamo dunque scelto una serie di libri che ognuno a modo suo - attraverso l’analisi storiografica, le memorie personali, le ricostruzioni collettive - cerca di entrare dentro il mistero di quei novanta minuti. Come ha osservato Giovanni De Luna, molti storici (compreso lui) si sono cimentati nell’impresa di razionalizzare il mistero tecnico e agonistico del calcio, magari per nobilitare con l’andatura degli intellettuali i sentimenti scomposti dell’uomo-tifoso, ma pochi, quasi nessuno, sembra esservi riuscito.
Le contraddizioni tuttavia che si annidano nel rincorrere il senso di una partita sono fatte della materia stessa della vita, e dunque sono perfette per diventare oggetto di scrittura.
L’offerta editoriale che precede la stagione estiva è ricca di cose diverse e in qualche caso originali. A fianco ad alcune uscite piuttosto attese come l’ultimo libro di Antonio Manzini - una serie di racconti ispirati agli Arancini di Montalbano di Camilleri - e il nuovo romanzo di Francesca Giannone - «si legge come un film», ne scrive Enrica Tesio - suggeriamo L’impero del gelso di Philip Hensher per gli appassionati del Grande Gioco, e I segreti di Stephen King che la scrittrice Caroline Bicks ha dedicato ai manoscritti e le versioni inedite dello scrittore «che ha cambiato l’immaginario contemporaneo». Sull’onda della fantascienza, di cui è stata maestra, c’è invece da riscoprire il lavoro di Ursula K. Leguin dedicato alla vecchiaia e al tempo che avanza. Non c’è tempo da perdere, si intitola. E allora buona lettura.