IWA, Masuizumi, Tanaka 1789… tre sake che reinventano l'arte dell'assemblaggio |
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50 € in omaggio sul tuo primo ordine*
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*Con una spesa da 500€, valido una sola volta per cliente, non comulabile con altre promozioni, vini primeurs e vini rari.
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Precisione, intuizione e ricerca dell'emozione: il sake concepito come uno spartito
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Il mondo del vino e quello del sake condividono ben più di un semplice punto in comune. Come un chef de caves in Champagne, il maestro birraio diventa compositore: attinge da una riserva di lotti distinti, ognuno portatore della propria sfumatura, della propria consistenza, della propria personalità, per costruire un'espressione finale di notevole armonia.
Questo approccio richiede una doppia padronanza. Bisogna prima elaborare, separatamente, sake dai profili volutamente contrastati: risi nobili, tassi di lucidatura variati, lieviti molteplici, fermentazioni ancestrali come il kimoto o lo yamahai. Bisogna poi saperli accordare, in proporzioni giuste, finché la vivacità dell'uno risponde alla profondità dell'altro, e l'umami trova il suo contrappunto nella freschezza.
È qui che si esprime pienamente il gesto del maestro birraio: tra calcolo rigoroso e intuizione raffinata, una ricerca di equilibrio in cui ogni decisione determina l'emozione finale.
Abbiamo riunito una selezione di sake che incarnano questa filosofia con splendore. Tre maison, tre temperamenti, una stessa convinzione: che la composizione può elevare il sake al rango dei più grandi flaconi della gastronomia.
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Sake Reserves di IWA, una filosofia champenoise al cuore del sake
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Con ventotto anni come chef de caves da Dom Pérignon, Richard Geoffroy ha trasposto al sake l'arte dell'assemblaggio. "Reserves" ne segna il culmine: primo sake d'assemblaggio concepito per l'invecchiamento, nasce da dodici elementi attinti da una riserva di oltre settantacinque sake invecchiati, il più antico dei quali risale al 2017. Tre risi nobili si rispondono: lo yamada nishiki per la struttura e la finezza, l'omachi per l'ampiezza in bocca, il gohyakumangoku per legare il tutto. La texture è cremosa e setosa, offrendo un contrasto sorprendente con un'acidità vibrante.
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Sake Van Gaihen di Masuizumi, il frutto di un assemblaggio audace
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Ogni anno, la maison Masuda fondata nel 1893 a Iwase si permette un passo di lato: risi diversi, tassi di lucidatura variati, lieviti provenienti dai quattro angoli del mondo, cuvées maturate in botti di Borgogna. "Van Gaihen" raccoglie queste sperimentazioni che, da sole, non avrebbero mai visto la luce. Da questo assemblaggio paziente nasce un junmai daiginjo denso e profondo, dove la pera e la mandorla si affiancano alla vaniglia e a un tocco di spezia.
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Sake Blend 001 Miyama Nishiki X Chartier di Tanaka, una scienza delle armonie
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All'interno della maison Tanaka, che produce sake dal 1789 nella prefettura di Miyagi, François Chartier ha fatto dell'assemblaggio una scienza delle armonie. Master Blender, compone "Blend 001" come una partitura: undici sake di base, due risi (il nobile miyama nishiki e il kura no hana, più acidulo), risi volutamente meno lucidati per guadagnare in umami, metodi ancestrali kimoto e yamahai. Da queste note emerge un sake verticale e vibrante, con aromi di aneto e basilico fresco.
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