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⏩ Leader in Action di Roberto Re #2

Sei troppo intelligente per essere felice?


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Sei troppo intelligente per essere felice?
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✦ IN QUESTE RIGHE

Sei troppo intelligente per essere felice?

- -, questa è ⏩ Leader in Action


La mia newsletter su leadership, performance e crescita personale, dove ti condivido contenuti, esempi e riflessioni per passare dalla teoria all’azione.

📌 Pensa all'ultima volta che hai avuto davanti a te una situazione difficile.


Un progetto che non decolla. Una relazione tesa. Una decisione che rimandi da settimane.


Cosa hai fatto? Nel 99% dei casi, la mente parte automaticamente a scavare nel problema.


"Perché è successo?"

"Chi ha sbagliato?"

"Cosa non va?"


Ci ragioni sopra per giorni e più ci pensi, più ti blocchi. Quasi come se la tua capacità di analisi fosse troppo avanzata per darti pace.


Quasi come se… fossi troppo intelligente per essere felice.


Non è proprio così, ma nelle prossime righe ti dimostro perché in un certo senso stai usando la parte “sbagliata” della tua intelligenza, e come cambiare completamente il modo in cui affronti le difficoltà.


... entriamo in azione!

ECCO COSA STAI PER LEGGERE:

💡PROBLEMA VS RISULTATO

Da oltre trent'anni lavoro sul campo a stretto contatto con le persone.


Imprenditori, manager, genitori, atleti. Tutte persone con un livello di intelligenza quantomeno al di sopra della media.


E quando incontro alcuni di loro che mi raccontano di sentirsi "bloccati", noto sempre lo stesso schema mentale:


Sono ossessionati dal problema.


Ci pensano di giorno, ci pensano di notte, lo raccontano ad amici e colleghi, lo rigirano e lo osservano da tutti i lati.


Sperano che, a forza di analizzarlo, prima o poi salti fuori la soluzione.


E invece succede l'opposto: più lo studiano, più si sentono impotenti.


Il motivo ha a che fare con il modo in cui funziona il nostro cervello…

Cornice problema, cornice risultato

La nostra mente funziona come una videocamera con un cameraman molto pigro: punta l'obiettivo dove tu gli dici di puntarlo, e ignora tutto il resto.


Se le dai in pasto un problema, lei ti restituisce dettagli sul problema. Se le dai in pasto un obiettivo, lei inizia a cercare percorsi verso l'obiettivo.


Non è una questione di ottimismo o positività forzata.


È fisiologia dell'attenzione: il cervello lavora sempre su quello su cui lo focalizzi.


E siccome non può concentrarsi contemporaneamente su tutto, ciò che ignori sparisce dal tuo campo visivo.


Ecco perché la stessa situazione - la stessa azienda, la stessa relazione, la stessa giornata - può sembrarti un incubo o un'opportunità.


Dipende da dove hai puntato la telecamera.


Nella Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) esistono due modi opposti di stare davanti a una difficoltà.


Il primo si chiama "cornice problema". Ti concentri su cosa non va, sulle cause, sui limiti, su chi ha sbagliato.


È la modalità che ci viene naturale… ci hanno insegnato per anni a rispondere a domande del tipo "perché è successo?", "cosa c'è che non va?".


Il risultato è che l'attenzione va tutta al passato, al negativo, alla responsabilità di qualcun altro. Quando ne esci, sei più stanco e più bloccato di prima.


Il secondo si chiama "cornice risultato". Ti concentri su cosa vuoi ottenere, sulle risorse a disposizione, sulle azioni possibili, su ciò che dipende da te.


Non nega il problema… semplicemente sposta la telecamera su dove vuoi andare, invece che su dove non vuoi restare.


E questo attiva nel cervello un processo completamente diverso: dalla lamentela si passa alla ricerca, dall'analisi all'azione.


La differenza tra le persone che ottengono risultati e quelle che restano ferme, quasi sempre, sta tutta qui.


Non hanno meno problemi degli altri. Semplicemente passano meno tempo dentro la "cornice problema", e più tempo dentro la "cornice risultato".


È un'abilità che si allena. E come ogni abilità, più la pratichi, più diventa la tua modalità di default.


Ne ho parlato anche in una lunga conversazione con Robert Dilts - uno dei padri della PNL nel mondo, con cui collaboro da anni - nella nona puntata del mio podcast "Leadership Stories".


Se il tema ti interessa, quella chiacchierata è un ottimo modo per approfondire. Guarda l'intervista completa su YouTube 👉


Perché una cosa è certa: se non decidi tu dove puntare la telecamera, la punterà qualcun altro o qualcos'altro al posto tuo.


💪 METTILO IN PRATICA

Ti servono solo un foglio, la situazione che ti sta facendo girare in tondo e 4 minuti del tuo tempo.

01 — Scrivi il problema - come lo racconteresti a un amico.

Una riga, la tua versione istintiva.


"Il mio team non mi ascolta…"
"Sto perdendo clienti…"
"Con mio figlio non riesco più a parlare…"

02 — Sotto, scrivi tre domande "cornice problema".

Quelle che ti verrebbero naturali:


Perché succede? Di chi è la colpa? Cosa c'è che non va?


Non rispondere però. Guarda dove ti stanno portando: nel passato, nel giudizio, in un vicolo cieco?

03 — Adesso trasformale in tre domande "cornice risultato".

Riscrivile così:


Cosa voglio ottenere in questa situazione?

Come posso arrivarci?

Di cosa sono responsabile io, e cosa posso fare adesso?

04 — Rispondi solo a queste ultime tre.

Fai attenzione a come cambia il tuo stato d'animo mentre scrivi. 


Le spalle si raddrizzano, il respiro cambia, la mente inizia a trovare opzioni che 4 minuti prima non vedevi.


Non è magia. È solo la telecamera che si sposta.

🧠 TIENILO A MENTE

La chiave di lettura da tenere "in tasca" e usare quando ne avrai più bisogno.


Un piccolo paradigma mentale che trasformerà la tua programmazione conscia e inconscia nel bel mezzo dell'azione, solo pensandoci.


Il concetto è questo:


"Tu stai cercando un risultato. Non un colpevole."


Questo è quello che il leader cerca. Sempre e solo un risultato. Mai un colpevole.


Tienilo a mente!

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Se hai letto fin qui, un motivo c'è.


Sono fermamente convinto che la Programmazione Neuro-Linguistica possa cambiare in meglio la vita di chiunque si avvicini a questo mondo.


Soprattutto se ti riconosci in una di queste situazioni:


  • Sei un manager o un leader che vuole ispirare il suo team e comunicare in modo davvero persuasivo

  • Sei un imprenditore o un professionista che vuole padroneggiare negoziazione, carisma e autorevolezza

  • Sei un genitore che vuole finalmente essere ascoltato dai propri figli e costruire un rapporto di fiducia duraturo

  • Hai già studiato PNL ma sei rimasto nella teoria, e cerchi le tecniche pratiche che funzionano davvero - anche sotto pressione

  • Lavori nella vendita e nella negoziazione e cerchi strumenti avanzati per leggere i clienti e creare rapport istantaneo

  • Vuoi trasformare ansia, stress e paura in energia potenziante, e diventare padrone dei tuoi stati d'animo in ogni situazione


Insomma, è molto probabile che tu sia in almeno una di queste caselle.


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Per oggi, Leader in Action finisce qui.

L'azione, invece, comincia adesso.

📤 Se conosci qualcuno che sta cercando un colpevole invece di un risultato, giragli questa newsletter.

☝️ Ricordati di mettere in pratica quello che hai letto, più spesso che puoi.

Al tuo successo!

Roberto Re


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